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COME SCELGO LA MIA SCARPA RUNNING?

La prima volta non si scorda mai dice un proverbio :) e questo articolo è stato realizzato per aiutare i runner alle prime armi a districarsi nella scelta della loro prima scarpa da running

Vi proponiamo un manuale d’uso per guidarvi e avere più consapevolezza di cosa è importante quando si acquista una scarpa running senza farsi condizionare dalle varie mode o convenienze.

1)     La comodità:

Dobbiamo capire qual è la misura adatta a noi. La taglia della scarpa deve essere sempre comoda; una volta calzata dovremmo disporre di circa 1 cm in più rispetto alla lunghezza del piede che ci consente di avere un margine minimo per compensare lo scivolamento e assorbire l’impatto del piede.

2)     Conoscere e analizzare le esperienze:

Importante sarà quanto prima munirsi di un bagaglio di conoscenza e sensibilità nel quale ci vengono in aiuto alcune domande:

·        Cosa si intende fare nel mondo della corsa?

·        Cosa si è già fatto?

·        Con quali scarpe?

·        Come ci siamo trovati nell’utilizzarle?

·        A che tipo di specialità progettiamo partecipare?

·        Quanto lunga e dove?

·        Correndo, camminando e saltando, quale parte del piede tocca per terra per prima?

·        Qual è il nostro peso corporeo?

 

Successivamente bisognerà cercare di abbinare al meglio:

·        La forma del nostro piede, rispetto alla forma delle scarpe reperibili;

·        Quello che si intende fare, rispetto alle prestazioni che determinante scarpe possono fornire.

 

3)     La pronazione non è un difetto:

Una variabile determinante nella scelta della vostra calzatura da running è il grado di pronazione, che varia da individuo a individuo. Per gli non addetti ai lavori è bene precisare che la pronazione è la naturale successione di movimenti di rotazione del piede e della caviglia, verso l’interno, che tutti facciamo e che è utile alla corsa, perché contribuisce ad ammortizzare l’impatto del piede al suolo. È necessario capire quindi quanto ruotano le caviglie verso l’interno, dopo ogni appoggio a terra, possibilmente facendosi riprendere mentre si corre su un tapis-rulant.

Una volta prese queste osservazioni possiamo avere queste seguenti conclusioni:

·        Chi compie una rotazione media può usare qualsiasi tipo di scarpa;

·        Chi compie una rotazione maggiore della media, invece, deve scegliere delle scarpe definite stabili (chiamate anche scarpe “anti-pronazione”). Sono scarpe da running rinforzate con un inserto semi-rigido intorno alla base del calcagno.

·        Cominciano ad essere presenti sul mercato scarpe progettate per diverse tipologie di appoggio che dispongono di un sistema di anti-pronazione che entra in azione solo se l’eccessiva pronazione del piede lo richiede.

·        Cosa molto importante è che sono indispensabili le scarpe anti-pronazione per i soggetti con un’iper-pronazione.

·        Altra annotazione è che più si corre piano o più si percorrono lunghe distanze siamo tenuti a pronare di più.

·        La statistica ci comunica che le donne pronano più degli uomini per via della maggior larghezza del bacino, che determina una maggiore inclinazione della tibia ( il cosiddetto “q angle”)

 

4)     L’ammortizzazione è indispensabile

Sfatiamo subito un dubbio mettendo in chiaro che le scarpe morbide sono comode e vanno bene (soprattutto per chi incomincia), e visto che il comfort è uno dei fattori più importanti, ma allo stesso tempo la morbidezza non deve essere eccessiva, per non ridurre la stabilità necessaria e consentire un buon rimbalzo. L’ammortizzamento, cioè la protezione dall’impatto, è la funzione primaria dell’intersuola, e resta sempre indispensabile. Oltre al comfort limita fratture da stress.

5)     Aderenza

Dai recenti studi si è scoperto che i principali infortuni durante la corsa sono dovuti alla forza che agisce durante la frenata (sul piano orizzontale), nonostante essa sia circa 10 volte più piccola della forza di impatto (sul piano verticale). Ecco perché, per minimizzare il rischio di farsi male correndo, è necessario scegliere scarpe tali da garantire solo l’aderenza necessaria a mantenere un buon equilibrio, ma che invece permettano un atterraggio impercettibile strisciato. Quindi per correre sull’asfalto sarà preferibile orientarsi su tipologie di scarpe la cui suola abbia un’ampia superficie di contatto, e una gomma morbida.

6)     Differenziale o “drop”

Il cosiddetto “drop” non è altro che la misura di altezza fra il tacco e la parte anteriore della suola il quale può determinare un maggiore o minore allungamento del tendine di Achille. In teoria quindi più il differenziale è basso, più la corsa può diventare redditizia ma c’è un maggiore stress al tendine d’Achille. Oggi la maggior parte delle scarpe ha un differenziale di 10 mm, mentre le più leggere e veloci sugli 8 mm, inoltre le più sicure arrivano a 12mm.

7)     Allacciatura

Alcune scarpe sono vendute con lacci elastici che però non permette di vincolare bene il piede alla scarpa. Per questo sarebbe meglio sostituirli con lacci non-elastici e di allacciarli con una congrua tensione, evitando di comprimere troppo le dita.

8)     La durata delle scarpe

Essendo un aspetto molto personale e variabile, indicativamente le scarpe da running possono deteriorarsi dopo una percorrenza variabile dai 200 ai 800 km, con conseguenza di usura dell’ammortizzamento anche se non visibile dall’esterno. Inoltre, è sempre necessario controllare che le scarpe non diventino storte, in tal caso vanno prontamente eliminate perché l’uso prolungato può provocare danni alle articolazioni.

 

Fonte: SCARPE&SPORT (Rivista specializzata per sportivi)

 

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